TAR Puglia Lecce, Sez. II, 26.09.2016, n. 1489 – Criteri di valutazione – Mancata impugnazione bando di gara – Inammissibilità.

TAR Puglia Lecce, Sez. II, 26.09.2016, n. 1489

“…È anzitutto da rilevare che, a seguito del terzo correttivo (d.lgs. 152/2011) che ha soppresso l’ultimo periodo dell’art. 83 D.Lgs. 163/2006, la giurisprudenza ha precisato che “a mente dell’art. 83 comma 4, Codice dei contratti pubblici, come introdotto dall’art. 1, D.Lgs. n. 152 del 2008 e in ossequio ai vincoli discendenti dal diritto comunitario, la Commissione giudicatrice, dopo la presentazione delle offerte di gara, non può immettere elementi di specificazione dei criteri generali stabiliti dalla lex specialis ai fini della valutazione delle offerte attraverso la previsione di sottovoci integrative rispetto alle predefinite categorie principali, atteso che i sottocriteri devono essere determinati dalla stessa disciplina di gara eliminando ogni margine di discrezionalità in capo alla Commissione giudicatrice” (Tar Trieste, sez. I, 27 settembre 2012, n. 355). Posti questi principi dovrebbe considerarsi inammissibile un motivo che deduca la mancata o errata formulazione dei criteri o dei sottocriteri allorquando non sia stato specificatamente impugnato il bando nei termini di legge. È poi da rilevare che “in materia di procedure di evidenza pubblica, la valutazione delle offerte e la conseguente attribuzione dei punteggi da parte della Commissione di gara rientrano nell’ampia discrezionalità tecnica riconosciuta a tale organo. Ne consegue che l’esercizio di tale discrezionalità sfugge al controllo di legittimità del giudice amministrativo, il quale non può in alcun modo sindacare il giudizio espresso dall’Amministrazione, a meno che non ricorrano evidenti vizi di irragionevolezza o di illogicità” (Tar Lazio, sez. III, 7 giugno 2016, n. 6527)…”.

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