TAR Puglia, Sez. di Lecce, Sez. II, 01.08.2016, n. 1308 – Servizi Ingegneria – Comprova dei Requisiti di partecipazione – integrazione documentale in fase di comprova dei requisiti – personale tecnico medio annuo dipendenti part time.

TAR Puglia, Sez. di Lecce, Sez. II, 01.08.2016, n. 1308

“…Tale dichiarazione, poi, non può essere considerata tardiva, così come dedotto sempre nei motivi aggiunti. Come chiarito dalla giurisprudenza, alla quale si aderisce, “l’integrazione documentale non è ammessa in quanto contraria alla fondamentale regola della par condicio competitorum, laddove essa sopravvenga a colmare una iniziale e sostanziale inadeguatezza dell’offerta presentata dalla concorrente, consentendole di modificare in itinere la propria partecipazione alla gara in danno delle altre concorrenti” (Tar Lazio, sez. I, 6 aprile 2016, n. 4169).“L’esclusione dalla gara d’appalto può essere disposta ex art. 48 del Codice dei contratti pubblici in ragione della mancata produzione della prova relativa ai requisiti dichiarati ovvero di una documentazione che non confermi il possesso dei medesimi o non comprovi le dichiarazioni in precedenza rese. Tuttavia, essa non può essere disposta laddove il dato sostanziale, evincibile dalla documentazione in atti, deponga a favore di una sostanziale conformità dell’offerta vincitrice rispetto a quanto richiesto dal bando. Soccorre, sul punto, la decisione della IV sezione del Cons. St., 2 dicembre 2013 n. 5725, resa in una fattispecie analoga, che ha dato rilievo al profilo sostanziale dell’autodichiarazione resa dalla parte vincitrice laddove la stessa consenta di accertare che comunque l’impresa aggiudicataria possedeva il requisito richiesto con un margine più che doppio rispetto alla cifra indicata nella lex specialis” (Tar Napoli, sez. IV, 9 febbraio 2016, n. 679)…con l’ultimo motivo di ricorso, il ricorrente contesta di aver erroneamente riportato nel calcolo come personale tecnico, anche n. 2 impiegati d’ordine e n. 1 operatore CAD che ha in essere un contratto part time.È anzitutto da rilevare che l’art. 263 d.P.R. 207/2010 prevede che nel calcolo del personale siano ricompresi anche i dipendenti e quindi è da ritenersi legittima l’indicazione del controinteressato. Inoltre, come dedotto dal controinteressato, l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, con deliberazione n. 29 del 26 febbraio 2007, ha rilevato che “Relativamente alla definizione di “organico” … si precisa che in tale dizione, ai fini che interessano la fattispecie, rientra esclusivamente il personale dipendente, a tempo indeterminato ed a tempo determinato, e cioè il personale stabilmente e regolarmente incardinato nell’impresa in virtù di un rapporto di lavoro subordinato. In tal senso si è espressa l’Autorità con determinazione n. 8/2002, in materia di requisiti di qualificazione, i cui indirizzi di carattere generale sono applicabili per analogia al caso di specie. Restano fuori pertanto, i collaboratori parasubordinati, da ricondursi nell’ambito del lavoro autonomo (cfr. circolare del Dipartimento della Funzione Pubblica 15.7.2004 n. 4) ed i consulenti e le altre tipologie di lavoratori atipici. Si precisa, infine, che ai fini del computo dell’organico medio annuo, si calcolano tutti i dipendenti che, nell’anno, hanno prestato servizio indipendentemente dalla frazione di anno espletata”…”.

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